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Il Premio Pino Veneziano è un riconoscimento che celebra personalità del mondo dell'arte, della letteratura e della cultura che si sono distinte a livello regionale e nazionale su temi specifici collegati alla storia, alla società e all'ambiente.

Organizzato a partire dal 2004 dall’Associazione Selinunte Cunta e Canta, il Premio ha visto negli anni succedersi sul palco ospiti illustri ed artisti di prim’ordine nel panorama nazionale.

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Pino Veneziano
Pino Veneziano
Pino Veneziano in concerto
Pino Veneziano in concerto
Veneziano in concerto
Veneziano in concerto
Pino tra i tavoli del suo ristorante
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L'incontro tra Veneziano e Borges, testimoniato da Ferdinando Scianna
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Pino in concerto
Pino in concerto
Pino in concerto
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Pino con i suoi nipotini
Pino con i suoi nipotini

Io, se fossi ragazzo, gli porterei la chitarra,lo seguirei dovunque va,lo sentirei cantare nelle piazze.

(Ignazio Buttitta)
Canti e Ballate
LA BALLATA DE LI PORCI by premiopinoveneziano
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03 settembri by premiopinoveneziano
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10 Lu patruni è suvecchiu (live) by premiopinoveneziano
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02 Li scarsi (live) by premiopinoveneziano
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la mafia non esiste by premiopinoveneziano
la mafia non esiste by premiopinoveneziano

Ve lo ricordate Pino Veneziano? Quello che serviva ai tavoli del Lido Azzurro?
Aveva grandi mani per suonare la sua vecchia chitarra e una gran voce potente per cantare la storia degli ultimi della terra. Ma come? Non ve lo ricordate? Certo. Pino Veneziano non era famoso come Dalla o De Gregori. Quel cameriere che lavorava a Selinunte non è apparso mai in tv con le sue canzoni. Chi capiva il suo dialetto siciliano tagliente come un coltello? I lavoratori siciliani innanzitutto. Altro che ipnosi televisiva! Quando cantava la sua canzone su Piazza della Loggia diceva che gli autori della strage erano “gran figli di troia.”
Così. Semplicemente. Nelle piazze e nelle manifestazioni regalava la sua musica che a volte diventava inno rivoluzionario. Diceva che il padrone non serve. Senza mezzi termini. Chissà se oggi potesse cantare di questa nuova generazione di potenti cosa direbbe. Vogliamo scommettere? Non basterebbe il bollino rosso della censura per tenerlo a freno! E se anche oggi gli fosse impedito di dire la sua sulla mafia, i dittatori e i governi truffaldini attraverso i media, anche oggi avrebbe il suo piccolo pubblico ai tavoli del Lido Azzurro e tra un bicchiere e l’altro ci racconterebbe come vanno le cose.
Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo a Selinunte negli anni ’70 o di avere il suo unico disco - Lu Patruni è Suvecchiu - sono testimoni dell’esistenza di un grande autore italiano che è giunto il momento di riconoscere e far conoscere ovunque.
Allora, ve lo ricordate Pino Veneziano? Quello che cantava ai tavoli del Lido Azzurro?

(Rocco Pollina)
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