29 - 30 agosto 2019

Premio Pino Veneziano 2019

Sergio Bonanzinga, Mario Incudine

Parco Archeologico di Selinunte

“Il Premio Pino Veneziano, ideato per non dimenticare la figura di Pino Veneziano, è tra le manifestazioni più longeve e caratterizzanti di questo territorio. Sto lavorando per aprirlo ad altre forme d’arte come la letteratura, il teatro, il cinema, e sullo stesso solco delle precedenti edizioni, a disseminare gli eventi in molti dei suggestivi luoghi che appartengono a questa parte di Sicilia”. A dirlo è Gaetano Savatteri, noto giornalista e scrittore che, nella veste di Direttore artistico della XV edizione della manifestazione, incontra personalità del mondo della musica, del teatro, del cinema e della scrittura.

Il 29 agosto tra le rovine dell’Acropoli del Parco Archeologico, davanti alla “Casa del Viaggiatore”, dopo la presentazione del Premio alle 19:30, l’attore Fabrizio Ferracane legge “Intervista impossibile a Leonardo Sciascia”, testo di Gaetano Savatteri dedicato a uno dei più autorevoli scrittori del Novecento italiano “la cui voce ha completamente ripensato il canone della scrittura saggistica e narrativa e il cui impegno testimoniale, critico e politico ha riscritto il ruolo dell’intellettuale”.

A seguire l’incontro con l’autrice trapanese Stefania Auci, autrice del best-seller “I leoni di Sicilia. La saga dei Florio”, romanzo rivelazione dell’anno sulla storica famiglia di Palermo, tradotto in varie lingue ed a cui è stata dedicata una serie televisiva.

La serata viene accompagnata da interventi musicali del quartetto siciliano “Toscanini Jazz”.

La kermesse selinuntina continua il 30 agosto alle Cave di Cusa, sito di grandissimo interesse culturale e paesaggistico, che ricade nel territorio di Campobello di Mazara. Alle ore 20.00 incontro con l’autrice messinese Nadia Terranova, finalista al Premio Strega 2019 con il libro “Addio fantasmi”, che racconta l’ossessione di una perdita, la storia di una donna che, tornata nella casa d’infanzia, dovrà affrontare i fantasmi che hanno condizionato la sua esistenza. Alle 21:30 il conferimento del Premio Pino Veneziano a Mario Incudine, attore, cantante e polistrumentista ennese, e a Sergio Bonanzinga, etno-musicologo messinese docente presso l’Università di Palermo.

La serata si conclude con il concerto di Mario Incudine.

Comunicato Stampa

“Le musiche e i canti della tradizione popolare fanno parte del patrimonio culturale immateriale. In Sicilia, Sergio Bonanzinga (docente di Etnomusicologia, Antropologia della musica e Semiotica delle musiche etniche e popolari all’Università di Palermo)  ha seguito fin dall’inizio della sua attività di studioso dell’antropologia della musica le orme dei predecessori e maestri di metodo – su tutti Diego Carpitella e Antonino Buttitta – per conseguire, grazie a decenni di lavoro sul campo e alla rigorosa ricerca delle fonti, il ruolo di studioso di riferimento della tradizione orale in Sicilia, con la raccolta e le registrazioni dei repertori sonori tradizionali, oggi confluiti in un archivio in costante aggiornamento.

Nell’economia di questo importante lavoro, Sergio Bonanzinga rimane un attento ascoltatore e promotore dei canti del presente, degli autori e dei cantautori che segnano lo spirito della nostra tradizione musicale e che sanno restituirla in un sentire vicino e fedele alla sensibilità del popolo siciliano. E vale la pena ricordare, proprio in questo senso, la fondamentale consulenza antropologica fornita al regista Marco Bellocchio durante la lavorazione del suo recente “Il traditore”.

Per il suo prezioso lavoro di tutela del repertorio sonoro siciliano e per avere da sempre promosso l’importanza dei musicisti e cantautori contemporanei, abbiamo il piacere e l’onore di conferire a Sergio Bonanzinga il Premio Pino Veneziano 2019.

​Ancora giovane ma con una carriera già da artista navigato Mario Incudine è tra i protagonisti più importanti ed espressivi della musica siciliana. Artista poliedrico, anche nelle sue incursioni nel mondo teatrale, ha prodotto sempre lavori di altissimo livello. La sua musica è una felice gioia di confrontarsi e mischiarsi alle altre culture del Mediterraneo e i suoi testi raccontano la Sicilia con occhio attento alle cronache contemporanee e sono sempre in difesa degli ultimi della terra come nelle canzoni di Pino Veneziano.”